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Contesto socio-economico e culturale

L’area geografica in cui opera la scuola comprende il Comune di Carinola.
Il Comune di Carinola, situato a circa 39 Km a Nord-Ovest di Caserta è una cittadina il cui territorio si estende su una superficie di 59,2 Kmq e il suo territorio è per il 70% pianeggiante e per il restante 30% collinare. La popolazione comunale ammonta a circa 7977 abitanti, distribuiti nel capoluogo del Comune e in diverse frazioni (Nocelleto, Casale di Carinola, Casanova, S. Croce) borgate (S. Ruosi, Croce di Casale, Borgo Vittorio, ecc.) e ville (S. Donato e Ventaroli).
La densità demografica è di 144,7 ab./Kmq e la popolazione attiva costituisce il 37,3 % del totale. Gli occupati, il 21,4% della popolazione attiva, sono impiegati per 80% nel settore primario e per la restante parte negli altri settori della produzione; i cittadini stranieri sono 108, tutti comunitari ed extracomunitari.
La popolazione residente è composta prevalentemente da famiglie di provenienza locale sebbene negli ultimi anni si è verificato un insediamento di immigrati provenienti dalla provincia di Caserta e un folto gruppo di extracomunitari.
Gli alunni provengono, in gran parte, da un ambiente rurale, i genitori sono piccoli proprietari terrieri e si dedicano principalmente alla realtà agricola circostante; un esiguo numero lavora in industrie dislocate in aree alquanto lontane, mentre numerosi sono coloro impegnati nel Terziario.
L’artigianato locale, emblema del territorio, è quasi del tutto scomparso.
L’alto grado di disoccupazione, dovuto alla crisi delle piccole imprese agricole ed artigiane e al fallimentare tentativo di insediare industrie nella zona ha costretto molti giovani a trasferirsi in altre regioni con il conseguente invecchiamento della popolazione locale e la perdita di risorse nuove e utili ad un rinnovamento del contesto socio-economico.
Questa costante emigrazione, unita ad un calo demografico diffuso ha contribuito ad una conseguente diminuzione della popolazione scolastica.
Il livello culturale delle famiglie è medio ad eccezione di quelle famiglie appartenenti ad un ceto medio-alto con un grado di istruzione superiore.
Il territorio è carente di centri culturali che possano costituire elementi di aggregazione e di stimolo e gli unici luoghi a rappresentare una frequentazione sono i bar e la piazza con i rischi e le molteplici esperienze che ne possono derivare.
L’orizzonte territoriale locale, comunque, si sta ampliando. Grazie all’uso, ormai diffuso, dei mezzi multimediali, il territorio stende legami e contatti con realtà diverse riproducendo opportunità, interazioni e scambi che rappresentano una possibilità di crescita culturale e un confronto costruttivo.

Il centro abitato di Falciano del Massico sorge alle spalle del Monte Massico. Nella pianura si localizza il Lago di Falciano. L'occupazione di tale territorio risale a moltissimi secoli fa; la presenza umana è testimoniata dai reperti che sono affiorati dalle campagne circostanti il centro abitato e che hanno evidenziato tracce di uomini preistorici risalenti al Paleolitico medio (da circa 75000 a 35000 anni fa). La colonizzazione di Romani diede luogo ad alcune città nei pressi di Falciano come Sinuessa e Forum Popilii, inoltre la campagna ai piedi del monte Massico era attraversata dalla regina viarum: la via Appia.

La via Appia attraversava il territorio della Ager Falernus e quindi di Falciano del Massico per un lungo percorso di cui rimangono ancora presenti alcuni tratti e alcune tombe presenti ai suoi margini.

Nelle campagne attorno Falciano dl Massico e alle pendici del monte si coltiva  da tempi antichi un importante vino, il vino Falerno: Virgilio nelle Georgiche ammette che nessuno dei migliori vini da lui bevuti poteva competere con esso. Sulle colline prospicienti Falciano del Massico  si localizzano numerose ville di età romana e ancora oggi le attività agricole continuano sempre ad essere legate alla produzione del vino falerno. su questo prodotto tipico del nostro paese esiste una leggenda molto affascinante: la favola racconta che il dio Bacco, proprio sulle falde del monte Massico, comparve sotto mentite spoglie ad un vecchio agricoltore di nome Falerno, il quale, nonostante la sua condizione, lo accolse offrendogli tutto quanto aveva: latte, miele e frutta. Bacco, commosso, lo premiò trasformando quel latte in vino che Falerno bevve, addormentandosi subito dopo. Fu allora che Bacco trasformò il declivio del monte Massico in un florido vigneto,dando inizio alla storia più bella che mai un vino abbia potuto raccontare.

Altri prodotti tipici falcianesi che godono di particolare rinomanza e prestigio anche al di fuori dei confini territoriali sono l'olio d'oliva e la mozzarella di bufala.

 

 © Istituto Comprensivo Statale “Carinola / Falciano del Massico